Realismo emotivo
risultato sorprendente di oltre un quarantennio di approfondite ricerche

La pittura di Tiziana Tardito nasce quale risultato sorporendente di oltre un quarantennio di approfondite ricerche, sulle possibilità prospettiche e ottiche e sugli effetti illusionistici delle proiezioni derivate dagli oggetti, le quali generano un gioco di avanzamenti e arretramenti, come per un riflesso da specchi concavi o convessi, un movimento rotatorio continuo e talvolta una convergenza improvvisa, che ci stupiscono ed emozionano proprio per il fatto che non ce ne accorgiamo al primo sguardo.

L’impressione iniziale è quella di un realismo molto accuratamente costruito, di cui ci colpiscono le scelte cromatiche, ben bilanciate nell’alternarsi di freddi e caldi e nella diffusione della luce che irradia rivelando, pervadendo la scena di un chiarore che ci rendiamo conto essere, ad una visione più attenta, un’ulteriore e determinante strumento del racconto per immagini che Tiziana Tardito costruisce, prendendo ad esempio spunti tratti dall’attualità, ma principalmente dal suo percorso di vita.

Il viaggio sembra essere elemento essenziale e connaturato al dispiegarsi dell’iter visivo messo in atto dall’artista, che dalla natia Savona ci conduce, sul filo del ricordo e della nostalgia, ma anche alla reminescenza della bellezza e dell’incanto che paesaggi assolati, diffusi di un chiarore pressoché spirituale e trascendente - il chiarore dei sogni e della lucida immaginazione - producono sul nostro intelletto e sulla sensibilità, attraverso la Francia e l’Austria, la Spagna e il suggestivo, spigoloso, scenario dolomitico, fino ad una delle patrie di adozione: Venezia e la vicina Noale.

Si tratta di sapersi destreggiare in un contesto che appare a prima vista familiare, ma che in realtà c’incute un senso di sorpresa e di mistero, un turbamento dei sensi che non sappiamo in prima istanza definire, portare alla luce. Ed è proprio questo il processo, creativo per definizione, che Tiziana Tardito ci esorta a compiere con lei: grazie al ponderato dosaggio degli attributi cromatici e dei contrasti, che rivelano una profonda conoscenza degli effetti del colore e dei suoi abbinamenti e combinazioni possibili. Qualità, quantità, temperatura, simultaneità e tutte le concepibili definizioni derivate dall’accostamento dei toni stimolano effetti ottici che hanno la facoltà di farci percepire gli elementi della rappresentazione come più avanzati o più arretrati rispetto all’osservatore. In questo concorso sapiente di gradazioni coloristiche s’impone la componente calda della luce e in generale le varianti calde, le quali concentrano attenzione lì dove si raccolgono, evidenziando per contro le zone d’ombra e generando l’alternanza tridimensionale di pieni e vuoti, il che concorre a produrre quell’effetto plastico che affiora pian piano evidente nei lavori.

Un ulteriore impulso vitalistico è dato dalle raffinate conoscenze prospettiche, che portano l’artista ad orchestrare una pluralità di punti di fuga e convergenze, le quali portano la nostra attenzione a vagare, catturati da senso di sorpresa in questi vortici espressivi, da un luogo all’altro del dipinto, come ricostruendo un racconto. La direzione del movimento è perlopiù quella oraria, come nel rappresentativo “Sinergie”, in ui i pescatori si muovono quasi ruotando nello spazio limitato dell’imbarcazione, spostando e sistemando le ceste con i pesci, intenti al loro lavoro, mentre il mare in lontananza ci spinge d’improvviso a tuffarci, perdendoci nell’intensità del suo blu.

Ma è già in un’opera precedente, ovvero il “Magico bosco di betulle”, che lo sguardo si smarrisce, attratto nel profondo chiarore aranciato del fitto bosco, mentre i tronchi in primo piano s’impongono torniti, evidenziando la loro delicata e grigia presenza di contro alle variazioni silvestri dei rossi e dei verdi, delle terre, i cui accordi danno origina ad una certa quale aura dorata, che non possiamo chiaramente vedere ma che intuiamo e che permea la composizione.

Forse questo è l’intento di Tiziana Tardito: portarci con sè in un viaggio meraviglioso che grazie al dipanarsi delle sue sorprendenti ricostruzioni realistico-immaginifiche ci conduce gradevolmente sul filo della memoria, nel sentito e nel trasfigurato, a ripercorrere sensorialmente e spiritualmente una strada che è insieme individuale e universale e che ci testimonia dell’infinita bellezza e stupore insita nell’esperienza di ogni vita.

10/03/2019
Maria Palladino



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